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Nov 30

Le riflessioni di StabiAmore del dopopartita di: Messina – Juve Stabia

Logo StabiAmoreTra i tanti malanni della squadra stabiese vi è anche una forma di pareggite acuta, sia in casa che in trasferta, che costringe i tifosi ad allontanare i sogni di gloria e pensare solo a conquistare la salvezza, un traguardo al di sotto delle aspettative. Zavettieri è stato costretto a cambiare la formazione perché alle consuete assenze si sono aggiunte le defezioni di Liotti, Carrotta e Buondonno, ma il modulo prescelto è sempre il 4 4 2, con lo spostamento di Contessa in fase di difensiva e l’inserimento di Gatto al suo posto come esterno offensivo, sulla stessa fascia sinistra di riferimento.

Nel primo tempo ci sono state due grandi occasioni, una per parte, sventate ottimamente dai portieri Polito e Berardi, che su Gatto compie una parata prodigiosa e fortunata ancor di più di quella dell’estremo stabiese sul colpo di testa di Burzigotti, ex della gara insieme a Martinelli.

Nella ripresa altre due occasioni clamorose, sempre una per parte, con Giorgione che di testa sfiora il palo alla destra di Polito e con Obodo che, ancora di testa, manca la porta da posizione ravvicinata. Zavettieri prova a cambiare modulo, inserendo De Risio per Gatto, con lo spostamento di Biccio in attacco, ma il tecnico del Messina Di Napoli, chiamato re Artù da calciatore, ha risposto con l’inserimento di una punta come Padulano al posto del fantasista Barraco, ex Cavese, sostituzione che ha costretto lo Stabia a non sbilanciarsi troppo, anche perché nel finale ci sono state diverse ammonizioni, e un mezzo infortunio di Migliorini con un Favasulli che ha chiuso la gara in evidente affanno.

I fedelissimi stabiesi, giunti al San Filippo, stadio importante per storia e capienza, avrebbero voluto la vittoria per ricordare Agostino Di Somma, deceduto tre anni or sono durante il viaggio per Firenze nella storica gara di coppa contro la Fiorentina di Montella, ma si devono accontentare di un altro pareggio, il primo nelle dieci trasferte finora di Messina. Con questo andamento diventa difficile ipotizzare il traguardo raggiunto la scorsa stagione, anche se la squadra stabiese con Zavettieri è ancora imbattuta perché con la regola dei tre punti a vittoria il pareggio equivale ad una mezza sconfitta, anche quando si gioca fuori casa.

Ora non resta che sperare di recuperare quanti più calciatori è possibile per vincere il prossimo derby con l’Ischia di sabato alle ore 14 e magari potrebbe essere utile anche tornare ad effettuare gli allenamenti al Menti, come auspicato dalla società e dai tifosi organizzati, una possibilità che però il commissario prefettizio, che governa Castellammare tarda ancora a concedere.

Tabellino

Messina: 1 Berardi, 2 Burzigotti, 3 De Vito, 4 Baccolo (26’ st 18 Zanini), 5 Martinelli, 6 Parisi, 7 Fornito, 8 Giorgione, 9 Cocuzza (37’ st 19 Salvemini), 10 Barraco, 11 Leonetti (25’ st 13 Padulano). A disposizione: 12 Addario, 14 Barilaro, 15 Russo, 16 Frabotta, 17 Fiumara, 20 Fusca, 21 Biondo. All. Arturo Di Napoli

Juve Stabia: 1 Polito, 2 Romeo, 3 Contessa, 4 Obodo, 5 Polak, 6 Migliorini, 7 Arcidiacono, 8 Favasuli, 9 Gomez (37’ st 19 Celin Padovani), 10 Nicastro, 11 Gatto (9’ st 16 De Risio). A disposizione: 12 Modesti, 13 Carillo, 14 Mileto, 15 Elefante, 17 Servillo, 18 Vella, 20 Caserta, 21 Mascolo. All. Nunzio Zavettieri

Arbitro: Niccolò Pagliardini della sez. AIA di Arezzo

Assistenti: Salvatore Affatato della sez. AIA di Verbania e Tommaso Diomaiuta della sez. AIA di Albano Laziale

Ammoniti: Favasuli (JS), Obodo (JS), Arcidiacono (JS)

Angoli: Messina 5, Juve Stabia 4

Recuperi: 2’ pt, 4’ st

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