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Nov 21

Le riflessioni di StabiAmore del dopopartita di: Juve Stabia – Fidelis Andria

Logo StabiAmoreLa gara con la Fidelis Andria è stata molto vivace ed alla fine poteva starci qualsiasi risultato, ma il dato del terzo gol consecutivo annullato dagli arbitri, tutte reti potenzialmente da tre punti, mi preoccupa moltissimo, perché dopo i fatti clamorosi di Bassano nei play-off della scorsa stagione, l’ostilità verso i nostri colori sembra non conoscere mai la fine.

Il povero Gomez, preso un po’ di mira dai tifosi stabiesi, ha visto annullarsi il terzo gol sui quattro clamorosi di Bassano, Matera, Benevento e appunto questo con l’Andria e quindi, prima di metterlo sempre sul banco degli imputanti, inviterei tutti i lettori a riflettere su questi dati.

Nel primo tempo lo Stabia, che è sceso in campo con la stessa formazione iniziale di Benevento, ha giocato piuttosto bene, anche se la gara, fino alla prima occasione di Liotti, che come a Benevento, ha mancato il gol del vantaggio, è stata piuttosto brutta e condizionata da un forte vento. Proprio il vento ha favorito la parabola velenosa di Contessa, che direttamente dalla bandierina ha colto un legno clamoroso, mentre il gol di Arciadiacono è stata un’autentica prodezza, sulla quale la divinità Eolo non ha avuto meriti, al contrario di Liotti che ha fornito un ottimo assist a Biccio, il quale nella conclusione ha emulato il colpo da biliardo del Pipita Higuain contro l’Udinese.
L’Andria comunque non è stata a guardare e ha prodotto diverse giocate offensive, la più importante delle quali si può indicare nella traversa di Onescu, ma lo Stabia avrebbe potuto raddoppiare nel finale del tempo con Gomez, che nell’unica sua azione dei primi 45 minuti, si è fatto respingere la conclusione nell’area difesa da Poluzzi e compagni.

Se il primo tempo è stato targato Stabia, la ripresa è stata nettamente nelle mani della squadra ospite, che dopo un inizio difficile ha preso in mano le redini della gara, mancando la rete in modo clamoroso in un paio di circostanze. Se però Polak non avesse fallito di testa il raddoppio a pochi passi dal portiere e lo stesso Poluzzi non avesse respinto una punizione di Contessa alquanto velenosa, la gara avrebbe preso dopo i minuti iniziali della ripresa un’altra direzione, detto questo, il calo dello Stabia è stato evidente ed ha ricordato quelli della precedente gestione tecnica di Ciullo.
I cambi di D’Angelo sono stati più utili di quelli di Zavettieri, che però ha ancora pochissime alternative per gli infortuni storici di Maiorano, Ripa e Cancellotti, ai quali si sono aggiunti quelli di Bombagi e Celin, che sono tornati indisponibili dopo alcune fugaci apparizioni e così gli ingressi di De Risio per Favasulli, di Carrotta per Arcidiacono e quello più offensivo di Vella per Romeo, non hanno evitato che la Fidelis prendesse il sopravvento dal punto di vista del gioco e delle occasioni, per circa mezzora ad esclusione dei minuti finali. Infatti nel recupero è accaduto l’episodio del terzo gol annullato a Gomez, che ha sfiorato la porta di Poluzzi anche nell’ultima azione prima del fischio finale del signor Capone di Palermo.
L’autore del gol del pareggio dell’Andria, Francesco Grandolfo, che ha potuto colpire di testa indisturbato in piena area a pochi metri da Polito, ha divorato la palla del vantaggio, mandando alta sulla traversa la palla a porta vuota dopo una bella respinta di Polito, che oltre ad essere stato attento in alcune circostanze, è stato pure fortunato in altre, dove la palla è uscita davvero di un soffio.

Il fatto che l’Andria ha dominato la ripresa anche per il calo vistoso dello Stabia, non deve però far passare in secondo piano l’episodio della rete annullata a Gomez per un presunto fuorigioco di posizione nell’azione precedente alla sua conclusione in posizione regolare, anche perché quest’episodio si somma a quelli precedenti di Benevento e Matera con un altro fuorigioco molto dubbio di Gomez e il gol annullato a Celin per un blocco misterioso di Obodo in area dei lucani. Insomma i torti subiti dallo Stabia continuano a ritmo incessante dopo quello clamoroso di Bassano, che ha impedito allo Stabia di giocarsi la promozione in B fino alla fine, che si aggiunge allo scandalo del mancato ripescaggio nella stagione precedente.
Per tutti questi motivi non si può accettare un numero di paganti così esiguo, appena 873, per una gara che poteva rappresentare il rilancio definitivo dopo l’arrivo del nuovo allenatore e non si possono ritenere delle attenuanti le previsioni, peraltro in gran parte smentite, del tempo avverso o la paura per i recenti fatti sanguinosi del terrorismo e allora non resta che riempire il Menti nella sfida interna, il derby infrasettimanale con l’Ischia, che seguirà la trasferta difficile a Messina in programma la prossima giornata, magari organizzando una pannolada di protesta per torti subiti , come ai tempi belli della cadetteria.

 

Tabellino

Juve Stabia: 1 Polito, 2 Romeo (33′ st 17 Vella), 3 Liotti, 4 Obodo, 5 Polak, 6 Migliorini, 7 Arcidiacono (28′ st 16 Carrotta), 8 Favasuli (13′ st 15 De Risio), 9 Gomez, 10 Nicastro, 11 Contessa. A disposizione: 12 Modesti, 13 Carillo, 14 Mileto, 18 Gatto, 19 Caserta, 20 Servillo, 22 Mascolo. All. Nunzio Zavettieri

Fidelis Andria: 1 Poluzzi, 2 Tartaglia, 3 Cortellini, 4 Fissore, 5 Aya, 6 Stendardo, 7 Onescu, 8 Piccinni, 9 Grandolfo, 10 Bisoli (45′ st 14 Matera), 11 Morra (18′ st 19 Cianci). A disposizione: 12 Cilli, 13 Paterni, 15 Ferrero, 16 Alhassan, 17 Bangoura, 18 Capellini, 20 Garcia. All. Luca D’Angelo

Arbitro: Andrea Capone della sez. AIA di Palermo

Assistenti: Domenico Campitelli della sez. AIA di Termoli e Nello Grieco della sez. AIA di Macerata

Marcatori: 35′ pt Arcidiacono (JS), 13′ st Grandolfo (FA)

Ammoniti: Fissore (FA), Cortellini (FA), Liotti (JS)

Angoli: Juve Stabia 6, Fidelis Andria 6

Recuperi: 1′ pt, 3′ st

Note: 873 spettatori, per un incasso di € 9.980

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